Museo Comunale d'Arte Moderna
20 settembre 2026 - 10 gennaio 2027
"Finché sarò viva, sarò una fotografa. Non andrò mai in pensione", dichiarava Dorothy Bohm (1924–2023), fotografa britannica di origine tedesco-ebraica. Nota soprattutto per la sua fotografia di strada in bianco e nero, profondamente umana e sapientemente composta, Dorothy soggiornò per la prima volta ad Ascona nel 1947, confrontandosi con artisti antifascisti qui residenti che le diedero l’impulso decisivo a rinunciare alla ritrattistica per dedicarsi al lavoro fuori dallo studio.
Le sue immagini poetiche colgono momenti di vita autentici e dialogano con l’opera di Henri Cartier-Bresson, orientando il suo sguardo sulla quotidianità e sul cambiamento sociale, con particolare attenzione al mondo femminile. Nel 1971 fu tra le fondatrici della Photographers’ Gallery di Londra, dove rimase direttrice associata fino al 1986. All'inizio degli anni Ottanta scoprì la Polaroid, che le permise di conservare "quel qualcosa di speciale, magico”, dedicandosi successivamente alla fotografia artistica a colori. Le sue opere – spesso incentrate su dettagli di muri urbani, riflessi e manifesti – ricordano a volte l’arte astratta e le neoavanguardie.
Una selezione di un’ottantina di opere ripercorre le fasi essenziali del suo lungo percorso – dai ritratti in studio alla fotografia in plein air in bianco e nero e, attraverso le polaroid, alle opere a colori.